To back here…

 
Sono passati due mesi dall’ultima volta che ho scritto qualcosa su queste pagine virtuali. E’ passata l’estate, veloce, ma anche un po’ insipida…
Volevo fare almeno un viaggio e non l’ho fatto; ubriacarmi di lettura e proseguire con il romanzo, ma non è successo; costruire canzoni strumentali tenendo gl’occhi sempre chiusi, non c’è stata l’occasione; volevo urlare alla Vita baciando una donna, ma come al solito sono rimasto schiavo delle mie quadrate strutture mentali. Volevo troppe cose, e come sempre, sono rimasto ad esse immobile…
E’ vero, quest’estate non è stata così catastrofica, mi sono abbandonato alla felicità giornaliera che può esser data da azioni semplici, al mare/lago con gli amici e lavori a casa, faticosi ma edificanti, che ti lascian molto stanco, ma col sorriso sulle labbra…
Eppure ci sono stati giorni in cui cadevo – muto – lungo corte pareti tristi e scivolose, allo stesso tempo consapevole potessero interrompersi da un momento all’altro; ho avuto qualche barlume di lucidità, una notte della scorsa settimana, ma come altre volte i miei pensieri se ne andavano veloci, pochi istanti e li perdevo, lasciandomi una visione generale ed offuscata, impossibile da ricorstruire in modo razionale: certe verità (mie) non riesco proprio a trattenere!
Di quei bagliori resta solo una riflessione, che ti voglio sottoporre (N.d.R. Questa è una poesia. Il noi è usato solo in chiave costruttiva, non certo analitica, ed il tutto è nato dall’osservazione di certi comportamenti LibroFaccia, soprattutto di persone che di questo blog non conoscono nemmeno l’esistenza. Spero solo di generare una discussione edificante verso un mondo nuovo e (s)conosciuto!):
 
 
 

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26/08/09

 

 

Noi

non siamo solo un profilo totalitario,

flebile nel corpo e arrogante nel riassunto,

ne i gruppi a cui c’iscriviamo

mossi da un ciclico bisogno d’appartenere

(nella trasparente smania d’apparire),

non siamo un video che postiamo

e nemmeno una sol frase, passeggera…


Siamo il Tutto,

eppure

ci facciamo risucchiare

da dinamiche d’avvento,

accediamo all’infinito illusorio

controllandoci l’un l’altro,

acclamiamo passatempi

e ci struggiamo per silenzi,

egocentrici moderni

che non sanno più guardare.

 

 

P.S. (Che con il discorso non centra nulla)

Complimenti a Max che oggi ha finito gli esami: "Usciamo all’aria aperta, che c’è il Sole!" 😉

 

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Una risposta a To back here…

  1. Aghy ha detto:

    "…mossi da un ciclico bisogno d\’appartenere"

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