Dell’Età…

 
Non voglio descrivere la piacevolezza del viaggio a Milano, della convivialità rilassata che ho vissuto e nemmeno del bel concerto all’Arena Civica sotto la pioggia timida che così bene si plasmava alla musica dei Sigur Ros
Voglio partire dalla fine: il viaggio di ritorno.
Mentre eravamo immersi nella lettura, a Brescia sale sulla nostra carrozza una squadra giovanile di nuoto (mi sembra) e nel nostro scompartimento (le classiche cabine da sei posti degli IC) vengono messi dall’istruttore due bambini e due bambine – forse tutti appena usciti dalla quinta elementare – che durante il viaggio mi hanno ispirato due riflessioni.
Forse intimoriti dai "due signori" che stavano leggendo immersi nei loro pensieri, per un pò di tempo i due bambini se ne sono stati fermi ed in silenzio, mentre le due bambine, per non disturbare, ottenevano il contrario bisbigliando faccia a faccia. Piano piano hanno iniziato a prendere confidenza con la situazione (anche perchè non è nella nostra indole zittire dei bambini solo per poter leggere i nostri libri nella pace del silenzio) e così i bisbigli si son fatti discorsi, ed ho potuto constatare una cosa che per me fino ad ora era stata solo sulla carta: le bambine sono decisamente più mature dei maschietti! Mentre questi rimanevano interdetti dalla presenza dei "due signori" e parlavano tra loro a monosillabi, loro erano più vivaci, giocavano coi cellulari e parlavano del loro mondo…
A questo punto è partita una seconda e più profonda riflessione: pur ricordandomi di aver vissuto a quell’età le stesse dinamiche e gli stessi pensieri infantili, nella prima impressione non riesco più a capirli.
Ormai è un’altro mondo, distante anni luce eppure vicino appena quindici anni, con regole diverse come differenti ne sono le prerogative, separato da un abisso d’innocenza ma allo stesso tempo collegato dall’impervia passerella dei ricordi…
Rifletto quindi sull’Età, tanto relativa quanto il Tempo, che ha alla base due diramazioni nella sua evoluzione: una è la crescita intellettuale, figlia delle esperienze della vita e per questo unica e soggettiva; l’altra è la crescita anagrafica, con le sue fasi e la sua burocrazia imposta, oggettiva ed universale perchè istituzionalizzata, mera conta di numeri che paralleli si susseguono sul Tempo…
Io sono sempre stato convinto che l’Età fosse solo un numero, fine a se stesso, e che non su quel numero ci si dovesse basare in una conoscenza: eppure non è esatto, perchè il tutto è l’insieme dei due sviluppi, sintesi hegeliana che riassume le due pressioni a cui è sottoposto l’individuo umano (perlomeno quello occidentalizzato).
Mi mordo le labbra per le cose che su quest’argomento da poco ho pensato, ma che non riesco a ricordare nonostante gli sforzi, forse a colpa della loro mole: perdo così riflessioni sulla vecchiaia che spero di provare vivendo, della paternità e del rapporto tra le diverse Età, così tremendamente difficile perchè troppo abituati a relazionarci con il nostro presente. Forse è tutto estremizziato e forse la conclusione è dettata più dalle teorie che dalla pratica, non lo so…
 
Un’altra cosa ancora, poichè nel fermento dei miei pensieri – forse ispirato anche dall’ultima lettura (L’amore ai tempi del colera di Garcia Marquez) – sono riuscito a fare un’ultima riflessione:
 
Romanticismo, acidità simpatica ed irriverente, idealismo, passione febbrile, intimo sarcasmo esilarante, ermetismo, pazzia: ecco una minuscola definizione dell’Amore, che non nasce mai dal Niente e che può esser intuito solo da quegli infelici che non vivendolo lo bramano.
 
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3 risposte a Dell’Età…

  1. Ma Bohème ha detto:

    L’età è per me davvero un numero, quello che conta è la ricchezza interiore, la vivacità del cervello. Vero che biologicamente si deteriora come tutte le parti del nostro corpo, ma il pensiero, la cultura, la lettura lo mantengono vivo più a lungo.
    Mi piace la tua definizione di Amore. Ma, una domanda: perché può esser intuito solo da quegli infelici che non vivendolo lo bramano ? O è l’avverbio solo che andrebbe anteposto a intuito</b? In quel caso il senso cambierebbe profondamente. Attendo lumi. 🙂
    Bisous 🙂
    Primula

    • Ma Bohème ha detto:

      p.s. Sono talmente cotta che ho sbagliato a inserire i tag, quindi leggi in grassetto ciò che dovrebbe essere scritto normalmente!! Porta pazienza! È l’età!! 😀

      • eteroclito ha detto:

        Ahahahah, e che ne so io? 😉
        A parte gli scherzi, è un po’ la sintesi del ragionamento che si faceva sul tuo blog (credo), riguardo alle difficoltà interpretative nell’indagare un sentimento che si sta vivendo, unito al fatto che sia di gran lunga preferibile viverlo che descriverlo; da qui la folgore “intuito solo” 😉
        E fa piacere esser stato capace di lasciar aperte più strade interpretative!
        Personalmente la vedo in tutti e due i modi, a giornate alterne 🙂

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